5. Orientamenti

5.1. Riferiti alla comunità dei consacrati

[III.63]

La comunità salesiana:

- verifichi frequentemente l'incidenza della sua vita consacrata e comunitaria in quanto forza dinamica dell'educazione e dell'animazione della CEP;

- valorizzi le occasioni per presentare-spiegare ai laici e ai ragazzi lo specifico della vita consacrata nella sua valenza educativa;

- offra esperienze e occasioni nelle quali, soprattutto i giovani, possano condividere la vita e la preghiera della comunità.

 

[III.64]

Nelle varie fasi della formazione iniziale i giovani salesiani SDB siano aiutati ad approfondire l'identità della loro consacrazione e a maturare solide convinzioni sul valore educativo della consacrazione stessa.

[qualcosa perduta qui]

[III.65]

Nella CEP sia sempre viva la presenza del direttore che, con la comunità consacrata, ne costituisce il nucleo animatore. Si attribuiscano ai consacrati quei ruoli che attengono maggiormente alla loro identitˆ educativo-pastorale.

 

5.2. Riferiti alla convocazione dei laici

[III.66]

Ogni ispettoria curi che siano integrati nel suo "progetto laici" i criteri di base e di crescita suggeriti sopra.

Le Convenzioni con Enti pubblici e privati siano stipulate dall'Ispettoria in dialogo con la comunità locale;

 

[III.67]

La comunità locale definisca con chiarezza:

  • il ruolo proposto al laico
  • la durata dell'incarico
  • il periodo prova
  • il cammino di formazione

 

5.3. Riferiti alla CEP

[III.68] Modelli operativi per la CEP

L'Ispettore con il suo Consiglio, tenendo conto della realtà ispettoriale e della consistenza dei diversi ambienti educativi, in dialogo con la comunità salesiana locale:

  • determina i modelli concreti di attuazione della CEP;
  • definisce per ogni presenza la realizzazione di una sola CEP per tutta la opera o di una CEP per ogni settore dell'opera;
  • individua per i vari tipi di opere le funzioni di responsabilitˆ e di animazione da affidare ai laici.

In tutto questo l'Ispettore e la comunità locale debbono curare l'unità del progetto salesiano nel territorio e nella Chiesa locale.

 

[III.69] Verifica del funzionamento della CEP

Ogni comunità locale, in continuità con le deliberazione del CG 23 (cfr. CG 23 n. 232-238), verifichi il funzionamento della CEP.

In questo compito sia sostenuta dall'Ispettore con la collaborazione degli organismi di animazione ispettoriale.

Il Rettor Maggiore, con il suo insegnamento e l'aiuto dei dicasteri competenti, favorisca l'approfondimento e stimoli questa verifica.

 

[III.70] Consiglio della CEP e/o Consiglio dell'Opera

Il Consiglio della CEP e/o Consiglio dell'Opera sia costituito da quegli SDB e da quei laici, che hanno ruoli di responsabilità nella CEP, secondo i criteri definiti a livello ispettoriale.

Per il Consiglio della CEP o Consiglio dell' Opera, l'Ispettore con il suo Consiglio:

  • determini i criteri di composizione
  • stabilisca le competenze
  • definisca i livelli di corresponsabilità e gli ambiti di decisione
  • precisi il necessario collegamento con il Consiglio locale della comunità salesiana.

 

[III.71] Il direttore nella CEP

Il direttore SDB, in quanto primo responsabile dell'attività apostoliche e dell'amministrazione dei beni della comunità salesiana (cfr. Cost. 176), è anche primo responsabile della CEP: in essa la parola definitiva, dopo paziente dialogo, spetterà al direttore (CG 21, 68) sempre in dialogo con il suo consiglio.

Nel caso che tutta opera abbia una sola CEP, il direttore presiede il Consiglio della CEP. Nel caso che l opera abbia più CEP, il direttore partecipa di diritto ai Consigli delle CEP e presiede il Consiglio dell'Opera.

In particolare il direttore nella CEP:

  • è animatore degli animatori e servitore dell' unità
  • cura l'identità carismatica del PEPS, in dialogo con l'Ispettore e in sintonia con il progetto ispettoriale
  • promuove i processi formativi e relazionali
  • attua i criteri di convocazione e di formazione dei laici, individuati dall'Ispettoria
  • mantiene il collegamento tra Consiglio della comunità salesiana e Consiglio della CEP o Consiglio dell'Opera.

 

[III.72] Consistenza quantitativa della comunità salesiana

Per svolgere il suo ruolo animatore, la comunità salesiana ha bisogno di una consistenza quantitativa e qualitativa, che aiuta a rendere visibile e significativa la sua azione.

La consistenza numerica meglio sostiene la formazione, la vita spirituale e fraterna, il confronto e la qualitˆ pastorale, la progettazione e il dialogo con il territorio e la Chiesa locale.

Secondo le indicazioni di Reg. 20 e 150, nel prossimo sessennio ci si impegni a rendere più consistenti numericamente le comunità salesiane. Questo richiede di ridurre o superare la dispersione degli SDB che lavorano individualmente in attività o opere, come anche di ridimensionare la presenza salesana in un territorio inaccordo con i criteri segnalati da Costituzioni (art. 6) e Regolamenti (art. 1).

[III.73] Consistenza qualitativa della comunità salesiana

La consistenza qualitativa esige nella comunità figure capaci di presenza, di accompagnamento e educazione alla fede dei giovani, di animazione di gruppi e persone, di formazione dei laici, di attenzione al territorio e alla Chiesa locale, alla famiglia salesiana e al movimento salesiano.

Nel prossimo sessennio si curi la qualificazione degli SDB in questi ambiti, dando preferenza alla capacità educativa, relazionale e pastorale rispetto a quella amministrativa, burocratica e organizzativa.

La presenza significativa e complementare di salesiani presbiteri e salesiani coadiutori nella comunità sia garantita come tratto essenziale della sua fisionomia e completezza apostolica (Cost. 45).

 

5.4. Riferiti alla presenza femminile nella CEP

[III.74]

Si deve collaborare con la famiglia che è la prima educatrice dei suoi figli e delle sue figlie. A questo fine bisogna offrire nelle nostre opere un clima educativo, ricco di valori familiari e in particolare un Žquipe di educazione, integrata armoniosamente di presenze maschili e femminili.

 

[III.75]

In questo contesto è necessario rilevare il significato e la forza profetica del salesiano SDB: egli non solo concorre all'educazione con i valori maschili ma, vivendo il celibato con gioia e fedeltà, testimonia una qualità particolare dell'amore e della paternitˆ.

Si devono integrare elementi adatti sia alla formazione iniziale e permanente dei confratelli, sia alla formazione dei membri della CEP, per adeguarsi alla nuova situazione.

 

[III.76]

Senza trascurare le esigenze dei diversi contesti, si evidenzi la necessità si superare un artificiale parallelismo di compiti, consistente nell'affidare l'educazione dei ragazzi agli uomini e quella delle ragazze alle donne.

E' urgente che a livello ispettoriale e nelle CEP locali si faccia una seria riflessione :

  • sui valori e le possibilità della coeducazione;
  • su come vivere il sistema preventivo negli ambienti di coeducazione;
  • e su come curare l'identificazione sessuale nello sviluppo integrale della persona e l'educazione all'amore.

[III.77]

L'ispettoria, nei contesti di coeducazione, miri ad un sano equilibrio della presenza maschile e femminile tra i nostri destinatari oltre che tra i collaboratori