3. Convocazione dei laici
[III.58] Motivazioni
In passato i diversi compiti di animazione della CEP erano assunti quasi esclusivamente
dalla comunit salesiana. Oggi la comunit salesiana deve convocare i laici ad
ricoprire ruoli di animazione e di responsabilit.
Tale scelta di convocazione dei laici da parte degli SDB è determinata da vari motivi:
- antropologici: in quanto l'educazione è un azione secolare, condivisa anche da chi ha
un riferimento religioso diverso;
- ecclesiologici: in quanto tutti i battezzati sono chiamati ad assumere la missione
evangelizzatrice della Chiesa;
- carismatici: in quanto i laici esprimono meglio la dimensione secolare della missione di
don Bosco arricchendo così la proposta educativa pastorale,
- professionali, educativi e pastorali: in quanto numerosi laici hanno competenza e
capacità specifiche nella professione, educazione e pastorale.
E' necessario perciò individuare con quali criteri convocare i laici per l'animazione
e la responsabilità nella CEP. Se i laici appartengono alla FS, più facilmente la
comunità salesiana può affidare loro compiti di animazione, anche a livelli direzionali.
[III.59] Tipologie
Numerosi laici entrano in contatto con noi e, per i più diversi motivi, vengono
associati alla nostra missione educativa ed evangelizzatrice.
Si presentano con una tipologia diversificata:
- secondo gli ambienti in cui operano (Oratori - Centri giovanili, Scuole, Parrocchie,
Missioni, Opere Sociali),
- secondo i ruoli che occupano (animatori, catechisti, insegnanti, personale direttivo e
ausiliario, allenatori sportivi, genitori, volontari e altri),
- secondo il grado di appartenenza, d'impegno, di coinvolgimento e di responsabilità
nella stessa missione.
Il Capitolo Generale 24 guarda a loro con grande simpatia e apprezza il loro cammino di
comunione e di condivisione dello spirito e della missione di Don Bosco.
Per aiutare questo processo che avviene in contesti e situazioni molto diverse, il
offriamo alcuni criteri che riguardano aspetti fondamentali per la missione salesiana e i
principali requisiti delle persone in essa coinvolte o desiderose di esserlo.
[III.60] Criteri
I valori umani, sociali, culturali e religiosi per realizzare il programma di Don Bosco
"buoni cristiani, onesti cittadini", devono essere vissuti dai laici educatori
per essere credibilmente proposti ai giovani.
Questi valori formano il quadro di riferimento dei criteri qui indicati:
Di base
I principali requisiti di base richiesti al laico che si accosta alla missione
salesiana, ognuno secondo le sue possibilità e i suoi limiti, mirano a valutarne la
sensibilit e la capacit di inserimento nella medesima. Tra i tratti piu'
significativi si evidenziano:
- la coerenza personale e la capacità di essere riferimento educativo per i giovani
soprattutto nello specifico secolare;
- l'atteggiamento educativo e la sensibilità per la condizione giovanile, soprattutto
quella dei più poveri;
- la simpatia per Don Bosco e per il suo metodo educativo;
- l'apertura al trascendente e il rispetto per la diversità religiosa e culturale.
Di crescita
Il progressivo coinvolgimento e l'assunzione graduale di responsabilità esigono la
crescita integrale del laico educatore nelle aree indicate dal "criterio
oratoriano" (cfr. Cost. 40). Queste riguardano:
- la maturità umana: equilibrio affettivo, relazioni educative con stile di famiglia,
capacità di vivere e lavorare insieme, forte tensione etica, sensibilità ai valori
sociali, disponibilità alla formazione permanente;
- la competenza educativa: positiva motivazione vocazionale, adeguata preparazione
professionale, cordiale apertura alle persone soprattutto giovani, sensibilit
pastorale, disposizioni allo stile di animazione;
- l'identità salesiana: attenzione privilegiata ai giovani più bisognosi, progressiva
conoscenza e pratica del sistema preventivo, concreta presenza in mezzo ai giovani,
disponibilità a vivere il progetto locale;
- la testimonianza cristiana: tensione alla coerenza di fede, partecipazione alla vita
ecclesiale, rispetto dei valori di altre religioni e culture.
[III.61] Modalità di realizzazione
La diversità di contesti e di situazioni in cui operano salesiani SDB e laici esige
che si lasci alle singole Ispettorie il compito di adattare questi criteri e di
esplicitare ulteriormente contenuti e metodologie.
E' comunque certo che per favorire i processi formativi sono necessarie tre attenzioni:
creare un ambiente che:
- metta al centro la persona, valorizzi lo specifico di ciascuno, favorisca lo spirito di
condivisione, educhi alla capacità di lavorare insieme;
- viva e manifesti il <<cuore oratoriano>> di Don Bosco;
- educhi alla giustizia e alla legalità, ispirandosi alla dottrina sociale della Chiesa;
fare una proposta che:
- coinvolga nella condivisione dello spirito e della missione di Don Bosco tutte le
persone che vi si accostano.
Questo esige:
- vicinanza e gioiosa testimonianza della comunità salesiana;
- apertura di spazi di partecipazione e di corresponsabilità;
- accurata scelta degli educatori da parte dell'équipe dirigente locale, con preferenza,
a parit di condizioni, per i laici appartenenti alla Famiglia salesiana;
curare un accompagnamento che:
- aiuti il soggetto ad approfondire e condividere le motivazioni vocazionali della vita e
del lavoro, soprattutto nel periodo di prova;
- lo coinvolga pienamente nella comunità educativo-pastorale (CEP), attraverso itinerari
di formazione "insieme";
- lo renda elemento attivo per il collegamento tra l'opera salesiana e il territorio;
- lo porti ad una conoscenza viva delle diverse vocazioni nella Famiglia salesiana (cfr.
Cost. 47).
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