4. Qualificare la formazione

[III.33]

La partecipazione dei Laici nello spirito e nella missione salesiana costituisce per le comunità SDB una sfida alla quale si darà risposta attraverso una formazione adeguata alle nuove esigenze.

La relazione SDB-Laici comporta che le comunitˆ prendano coscienza dei nuovi aspetti della formazione e utilizzino i processi necessari per attuarla. Tale rapporto pu˜ e deve essere un cammino di arricchimento reciproco che, volgendosi alla missione comune offre la testimonianza della comunione e rende più efficace il lavoro educativo-pastorale. Bisogna camminare uniti nella programmazione, nella realizzazione, nella valutazione, per essere davvero corresponsabili nella missione.

La cultura della partecipazione e della condivisione comporta una valida formazione insieme, dove SDB e Laici siano contemporaneamente destinatari e operatori di formazione. Essa sarˆ tanto pi valida quanto pi solida e qualificata sarˆ la formazione nella propria vocazione specifica e quanto maggiori saranno la comprensione, il rispetto e la valorizzazione delle diverse vocazioni.

La formazione si propone di rendere le persone capaci di vivere oggi l esperienza della propria vita con maturità e gioia, di adempiere la missione educativa con competenza professionale, di diventare educatori-pastori, di essere, solidamente in comunitˆ, animatori di numerose forze apostoliche e di diventare formatori dei formatori.

4.1. Obiettivo

[III.34]

Progettare itinerari di formazione qualificata per realizzare la comune missione educativo-pastorale.

4.2. Orientamenti

[III.35] Una formazione permanente insieme

La CEP costituisce oggi, per noi Salesiani SDB, una valida esperienza di ecclesiologia di comunione e di una metodologia pedagogica ispirata al Sistema Preventivo. E necessario che gli SDB e i Laici, lavorando insieme corresponsabilmente, insieme si formino.

Il processo di formazione permanente va pensato come un dare e un ricevere secondo obiettivi precisi:

* rendere i Salesiani SDB e i Laici capaci:

- di una rinnovata comprensione della propria identità vocazionale e dei ruoli specifici;

- di capire e vivere la spiritualità salesiana, che è grazia di unità e sintesi fra consacrazione e laicità, tra fede e vita, tra scelta religiosa e impegno educativo;

- di essere protagonisti nella missione e agenti di cambio culturale;

- di aggiornare le competenze per reagire positivamente davanti a situazioni culturali e a sfide educative sempre nuove;

- di animare un ampio ambiente educativo, di accompagnare gruppi e orientare persone ad integrarsi nei contesti;

* illuminare i valori della laicità come luogo vocazionale, in reciproca relazione con le altre vocazioni ecclesiali, con particolare attenzione:

- alla vocazione familiare e alla responsabilità educativa e formativa dei genitori;

- al contesto culturale, sociale, politico ed economico in cui i laici vivono ed operano;

- ai valori della femminilità che conferiscono novità e stimolo di approfondimento alla missione giovanile e alla spiritualità salesiana.

Questa formazione continua anche quando i laici lasciano le nostre opere come exallievi o excollaboratori: saremo aperti ad accompagnarli perché portino nel territorio e nella Chiesa la missione e lo spirito di Don Bosco.

 

[III.36] Verso un discernimento vocazionale

Il punto culmine dell'itinerario di fede é la scelta vocazionale che richiede aiuto e amicizia nell'accompagnamento spirituale personalizzato e nella maturazione vocazionale dei giovani e di non pochi adulti. Per questo la comunità locale SDB è luogo privilegiato di proposta e di accompagnamento vocazionale: aprendosi a forme di accoglienza dei giovani e promovendo esperienze di volontariato e di servizio educativo-pastorale che portino a significative scelte vocazionali nella vita laicale, nel ministero ordinato e nella vita consacrata.

 

[III.37] Con un accurato processo di formazione iniziale

I processi di discernimento e di formazione iniziale favoriscono la convinzione e l'attitudine che essere SDB oggi significa entrare in una famiglia, ossia in vasto movimento nel quale i laici hanno parte attiva, sia nella partecipazione allo spirito salesiano, sia nella condivisione del lavoro educativo-pastorale, sia nella corresponsabilitˆ in vista della missione.

La diversa natura delle vocazioni degli SDB e dei Laici e i tempi di maturazione umana, affettiva e apostolica, esigono che nelle tappe della formazione iniziale si prevedano contenuti ed esperienze di formazione reciproca e complementare per la crescita comune, che porti ad un identità vocazionale e personale serena. Occorre tenere ben presente nella elaborazione degli itinerari la situazione iniziale dei soggetti.

 

[III.38] La promozione vocazionale nella FS

La comune vocazione unisce la FS in una parentela spirituale. Ogni gruppo si arricchisce mediante lo scambio vicendevole dei diversi modi di vivere lo stesso carisma e apporta alla FS un contributo originale. La consapevolezza della propria chiamata con tutto ci˜ che comporta e la risposta gioiosa e pronta ad essa, ci porta a condividere gli stessi ideali del carisma salesiano.

La condivisione del carisma e la partecipazione nella missione, vissuti nel quotidiano, portano gradualmente tutti i componenti della FS ad una crescita di qualità nella relazione e li impegna a fare con entusiasmo la proposta vocazionale mediante la testimonianza degli stessi valori vocazionali.

4.3. Impegni operativi

[III.39]

A livello locale

Ogni comunità SDB faccia della CEP il luogo privilegiato della formazione di SDB e Laici insieme:

* promovendo, in dialogo e in corresponsabilità con i laici della CEP, un programma di formazione Salesiani SDB-Laici. Tale programma preveda sessioni di studio, tempi di preghiera, momenti di distensione, elaborazione di sussidi, esperienze concrete, ed anche metodologie pratiche e formative.

* qualificando il processo di elaborazione del PEPS, come strumento pratico di formazione reciproca. Tale progetto venga annualmente verificato, valutando la qualità delle risposte date alle esigenze dei destinatari e la realizzazione della comunione e della corresponsabilitˆ educativo-pastorale;

* favorendo, con una attenta comunicazione e con quei provvedimenti e adattamenti che si renderanno necessari e opportuni, l'aggiornamento professionale, educativo-pastorale e salesiano.

 

[III.40]

A livello ispettoriale

Ogni Ispettoria, mediante un gruppo formato da laici e SDB, impegnati ed esperti nella formazione, nella pastorale giovanile, nella FS e nella comunicazione sociale, riveda e qualifichi il progetto Laici richiesto dal CG 23 e lo completi, entro il prossimo Capitolo Ispettoriale, con un programma di formazione SDB-Laici. Tale programma preveda:

* contenuti, esperienze e tempi dedicati alla formazione;

* la definizione dei ruoli, dei rapporti e delle modalitˆ di collaborazione tra SDB e Laici;

* il coordinamento fra i vari settori e strutture di animazione;

* il ruolo e gli interventi dell'Ispettore e dei membri del Consiglio Ispettoriale nelle attività di formazione;

* la disponibilità di centri, gruppi e strutture di animazione Ispettoriale.

Gli SDB ritengano loro impegno specifico, oltre che prioritario e privilegiato, quello di rispondere positivamente alla domanda e al diritto di formazione e di animazione che viene loro dai laici della FS, affinchŽ questi diventino, a loro volta, animatori e formatori nella famiglia, nel loro ambiente di vita e di lavoro, nella comunitˆ ecclesiale e nella societˆ.

 

[III.41]

Ogni Ispettoria per il prossimo sessennio:

- inviti i membri della FS ad assumere responsabilmente l impegno di una pastorale vocazionale unitaria, curando il discernimento vocazionale e proponendo le varie forme di vocazione cristiana (laicale, ministero ordinato, vita consacrata) e quelle proprie della FS;

- continui nello sforzo di promozione dei centri dei CCSS e degli Exallievi\e. Per questo vanno accuratamente preparati e formati i delegati e gli Assistenti dei vari Gruppi della FS, come animatori della spiritualità salesiana e come coordinatori dei vari progetti educativo-pastorali.

- offra programmi ispettoriali e locali di formazione dei laici aperti anche a exallievi e altri laici che al di fuori dei nostri ambienti vogliono vivere e lavorare secondo lo spirito di Don Bosco, prevedendo opportune forme di accompagnamento.

 

[III.42]

A livello mondiale

Il Consigliere generale per la formazione promuova la revisione della Ratio secondo gli orientamenti del CG24.

In particolare curi che nella formazione iniziale:

* siano presentati i contenuti e i valori della laicità; si abiliti alla capacità di essere formatori e animatori dei laici, a saper crescere e maturare insieme, a lasciarsi formare dai laici, a promuovere le vocazioni laicali;

* siano presentate, non solo in modo informativo, ma anche vitale ed esperienziale, la conoscenza e l incontro con i vari gruppi della FS, in particolare i CCSS, le VDB e gli Exallievi\e;

* siano diffusi e fatti conoscere la Carta di comunione della Famiglia Salesiana, il RVA dei CCSS, le Costituzioni delle FMA e delle VDB, lo Statuto della Federazione degli Exallievi\e;

* sia riservata una particolare attenzione alla maturità affettiva richiesta dalla collaborazione con i laici e con il mondo femminile.

 

[III.43]

Il Consiglio Generale promuova e sostenga, presso l'UPS e altri Centri Universitari Salesiani o di Spiritualità, studi, esperienze e scuole per la formazione dei formatori, in cui SDB e laici si formino insieme (fatte salvo le norme del C.I.C. e della Santa Sede). Particolare attenzione sia riservata alla spiritualitˆ di S. Francesco di Sales e al Sistema Preventivo di don Bosco.