3. Valorizzare la comunicazione[III.23] L'allargamento del coinvolgimento e la promozione di corresponsabilità domandano capacità e valorizzazione della comunicazione, sia nelle comunit SDB, sia nelle relazioni SDB-Laici; c' grande desiderio e attesa per l'attuazione di rapporti capaci di coinvolgere la vita e l'esperienza delle persone, dei gruppi e delle comunit. Valorizzare la comunicazione richiede la presa di coscienza della nuova situazione culturale in cui ci si trova: si assiste, infatti, ad un'invasione massiccia di messaggi e di mezzi che creano mentalità e comportamenti. La comunicazione è indispensabile alla missione, e nello stile salesiano richiede presenza e dedizione apostolica negli educatori, impegno a crescere e a comunicare vitalmente con le persone e i gruppi che condividono con noi la missione educativo-pastorale di don Bosco.
3.1. Obiettivo[III.24] Valorizzare la comunicazione in tutte le sue forme ed espressioni: comunicazione interpersonale e di gruppo, produzione di messaggi, uso critico ed educativo dei mezzi della comunicazione sociale. [No] 3.2. Orientamenti[III.25] Comunicazione interpersonale e tra gruppi La cura della qualità e della crescita della comunicazione interna ed esterna alla Comunità SDB sviluppa atteggiamenti e capacità di ascolto, apertura, duttilità ed empatia per saper stare con i giovani come educatori e comunicatori della fede. La comunicazione all'interno della CEP, con la FS e con gli altri gruppi sia un laboratorio , non solo funzionale, ma interpersonale, in modo da vivere i valori del Sistema Preventivo.
[III.26] Evangelizzare ed educare è comunicare La fede cristiana è per sua natura comunicativa: è risposta alla Parola. La richiesta di inculturazione del vangelo e di evangelizzazione della cultura esige uno sforzo per entrare in comunicazione con i valori del tempo e dei luoghi. L'educazione per sua natura è relazione, comunicazione. La comunicazione avvia l'itinerario educativo. Il sistema preventivo, facendo appello alle risorse dell'intelligenza, del cuore e al desiderio di Dio presente in ogni giovane, suppone capacità di ascolto, di dialogo e di rispetto dei giovani. La presenza attiva ed animatrice (assistenza) degli SDB e dei laici educatori in mezzo ai giovani è una forma eccellente di comunicazione educativa ed evangelizzatrice che i giovani stessi attendono.
[III.27] Comunicazione, produzione dei messaggi e uso educativo dei mezzi della CS Per diventare comunicatori bisogna curare due aspetti: la maturazione degli atteggiamenti culturali e spirituali per un'incisiva comunicazione e l'acquisizione della capacità critica e tecnica che abiliti ad un'efficace comunicazione. I laici possono svolgere un compito specifico nel settore della comunicazione. Essi, infatti, possono individuare ed elaborare messaggi che meglio rispondano alla nuova cultura e ai nuovi bisogni della gente e dei giovani. Spesso possiedono un linguaggio pi adatto alle situazioni ordinarie della vita. In particolare quelli che tra loro possiedono una professionalit nel campo della comunicazione sociale possono essere preziosi collaboratori della missione di don Bosco. 3.3. Impegni operativiA livello locale [III.28] a. La comunità SDB: * favorisca la comunicazione e la condivisione delle esperienze educativo-pastorali dei confratelli; * programmi momenti di formazione alla comunicazione interpersonale, comunitaria, sociale e ai linguaggi giovanili tra SDB e laici; * viva il giorno della comunità e altri incontri come luogo di esercizio concreto per la crescita nella comunicazione interpersonale.
[III.29] b. La CEP * Curi uno stile di comunicazione interpersonale più aperto e ampio, valorizzando i linguaggi e i messaggi positivi della cultura moderna veicolata dai mass-media. Questo esige una presenza fisica, affettiva e culturale là dove i laici e i giovani vivono, attraverso la riscoperta del significato e della pratica dell'assistenza salesiana. * Si utilizzino i mezzi di informazione già esistenti (Bollettino Salesiano, ANS, Notiziario Ispettoriale, Fogli Informativi) e altri possibili, come strumenti che favoriscano la comunione e la condivisione fra SDB e laici.
[III.30] Il Direttore e i vari responsabili, al fine di favorire una maggiore conoscenza e comunicazione tra i Gruppi della FS: * sensibilizzino la comunità salesiana SDB sul significato e valore della FS; * favoriscano incontri comuni per tutti i Gruppi; * promuovano iniziative e interventi che esprimano l'unità della FS nella Chiesa locale e nel territorio. [186 12 0 1 199] [III.31] A livello ispettoriale a. L'Ispettore con il suo Consiglio promuova e verifichi la qualit della comunicazione all'interno e all'esterno dell'Ispettoria, tra i confratelli, con i gruppi della FS, con le comunit ecclesiali e le istituzioni civili e sociali, tra i Gruppi di Ispettorie e con il Consiglio Generale. b. Fatto salvo quanto previsto dal CG 23 259, l'incaricato ispettoriale per la CS, in accordo con l'Ispettore, si faccia promotore di un équipe, formata da SDB e laici qualificati, con lo scopo di valorizzare la CS per l'educazione e l'evangelizzazione dei giovani e del ceto popolare. L'quipe rediga un piano ispettoriale di animazione-formazione-consulenza nell'ambito della CS, prevedendo strutture e strumenti adeguati.
[III.32] A livello mondiale a. Il Rettor Maggiore col suo Consiglio studino, in questo sessennio, un piano operativo di valorizzazione promozione e coordinamento della Comunicazione Sociale, campo di azione significativo che rientra tra le priorità apostoliche della missione salesiana (Cost. 43). b. Il Consigliere generale per la CS, in questo sessennio, offra alle Ispettorie
orientamenti operativi per l'elaborazione di un Piano ispettoriale per la CS, che
valorizzi la collaborazione e la corresponsabilit tra SDB e laici. |