1. Allargare il coinvolgimento

[III.2]

Fin dall'inizio della sua attività apostolica don Bosco ha coinvolto nella sua missione molti laici nella prospettiva di una condivisione talmente stretta da pensare ad una Congregazione di religiosi con voti e vita comune (Salesiani) e di laici (Salesiani esterni) legati dall'unica missione a servizio dei giovani secondo le loro possibilitˆ.

Oggi il coinvolgimento dei laici nella missione educativo-pastorale di don Bosco è un dato di fatto. Il più delle volte si tratta di una presenza prevalentemente professionale od occasionale che dovrebbe maturare in una scelta cosciente. E' urgente allargare e qualificare il coinvolgimento dei laici disponibili a entrare a fare parte di quel vasto movimento di persone che lavorano per la salvezza dei giovani, dentro e fuori le strutture salesiane nella Chisa e nelle istituzioni civili (Cost. 4).

1.1. Obiettivo

[III.3]

Passare da una semplice accettazione dei laici ad una effettiva valorizzazione del loro apporto peculiare valorizzazione nell'educazione e nella pastorale.

1.2. Orientamenti

[III.4] Responsabilità nel coinvolgimento

L'impegno ad allargare il coinvolgimento è di tutti coloro che di fatto, a diverso titolo e livello, già condividono lo spirito e la missione di don Bosco. Una responsabilitˆ tutta speciale tocca agli SDB, in ragione della loro identitˆ e del compito che il Fondatore ha loro affidato di essere animatori del Movimento che da lui trae origine. Gli SDB siano attenti alle domande di coinvolgimento che provengono dai laici.

[III.5] Testimonianza comunitaria

La volontà di apertura e di coinvolgimento della comunità SDB si esprime anzitutto attraverso la testimonianza comunitaria di spiritualità salesiana e la capacitˆ di accoglienza, accompagnamento e formazione nei confronti di tutti coloro che intendono vivere con noi lo spirito e la missione di don Bosco.

 

[III.6] Verso una maggiore condivisione

Particolare attenzione va data ai laici collaboratori, ai membri della FS, soprattutto ai CCSS, a quelli del Movimento Salesiano, come pure ai genitori e alle famiglie dei giovani. Va favorita la condivisione degli ideali educativi attraverso l'esperienza diretta di responsabilitˆ nella CEP e attraverso piani organici di formazione permanente.

 

[III.7] I giovani

Oltre che destinatari, i giovani sono soggetti attivi e protagonisti nell'impegno di coinvolgimento, nella misura in cui crescono nella condivisione della nostra missione. Oggi si aprono loro nuovi campi di coinvolgimento quali l'animazione dei gruppi giovanili e il volontariato.

 

[III.8] Laici di altre religioni e non credenti

I laici di altre religioni, i non praticanti e i non credenti, meritano la nostra sollecitudine. Partendo dalla loro disponibilitˆ al coinvolgimento, essi crescano nella condivisione valida anche se parziale, dei nostri obiettivi educativi e sociali. Siamo pure disponibili a collaborare con tutti coloro che lavorano per il bene della gioventù.

 

[III.9] Attenzione alle forme di comunicazione

Per il coinvolgimento ha notevole importanza curare l'immagine presso l'opinione pubblica e diffondere i motivi e i valori della missione, non soltanto con adeguate forme di informazione, ma anche attraverso modi concreti e significativi di presenza sul territorio.

1.3. Impegni operativi

[III.10] A livello locale

La comunità locale preveda un programma di coinvolgimento con tempi e modalità concrete di attuazione, adatte alle diverse situazioni e presenze:

a. promuova insieme ai laici la conoscenza dei tratti caratteristici dello spirito salesiano e dei contenuti tipici della laicità, attraverso lo studio, il confronto e l'esperienza concreta di partecipazione a momenti significativi di vita in comune: giornate di formazione, incontri di fraternitˆ, condivisione della mensa, celebrazioni e feste, momenti di preghiera e di reciproco ascolto;

b. valorizzi l'apporto insostituibile dei genitori e delle famiglie dei giovani in modo continuativo ed effettivo e favorendo la costituzione di comitati ed associazioni che possano garantire ed arricchire con la loro partecipazione la missione educativa di don Bosco;

c. curi la significatività nel territorio e nella Chiesa locale, con adeguate forme di informazione, con esperienze di partecipazione sistematica od occasionale, con altre persone e gruppi che condividono con noi l'impegno di formazione dei giovani specialmente poveri.

[III.11] A livello ispettoriale

L'Ispettore con il suo Consiglio:

a. solleciti la conoscenza e il contatto con i laici che vivono e operano con lo spirito di don Bosco al di fuori delle nostre strutture; programmi alcuni momenti di scambio, incoraggiando l'impegno di servizio a favore della gioventu'..

b. studi in accordo con i relativi organismi delle FMA e dei CCSS le possibilità e i modi più consoni a favorire il coinvolgimento dei laici nella comune missione.