3. Una pedagogia per vivere insieme spirito e missione di Don Bosco3.1. Formarci insieme[II.50] Realizzare la comunione e la condivisione dello spirito e della missione di don Bosco comporta per noi, salesiani SDB e laici, pur nel rispetto delle norme della Chiesa (Cf C.I.C. 241,1), un rinnovamento nei processi formativi. E' necessario un cambiamento di mentalità: CRESCERE INSIEME, FORMARCI INSIEME. Don Bosco raccomandava ai laici cooperatori: "Bisogna unirci tra noi e tutti con la Congregazione. Uniamoci dunque con il mirare allo stesso fine e con l'usare gli stessi mezzi per conseguirlo. Uniamoci dunque come una sola famiglia con i vincoli della fraterna carit" (BS, gennaio 1878). Crediamo che da questa novità di metodo dipenda gran parte del frutto che ci
ripromettiamo. 3.2. Pedagogia del cuore oratoriano e della missione[II.51] Il primo passo per noi salesiani SDB e laici è quello di conoscerci apprezzandoci sia
in quello che abbiamo in comune come nelle nostre differenze. Il punto di incontro è la
condivisione del cuore oratoriano e dello stile del Buon Pastore. Esso è fonte profonda
di unit per tutti i chiamati a lavorare con don Bosco. Lo spirito salesiano, vissuto
con sensibilit e accentuazioni diverse, va comunque a tutti illustrato nei suoi
elementi essenziali. Ma la riflessione teorica non basta. Con Don Bosco crediamo che il
comune lavoro ci offre le migliori opportunità metodologiche per formarci insieme. Nel
condividere la missione ogni persona, ogni CEP e ogni gruppo salesiano fa esperienza
concreta del Sistema Preventivo, acquistando la capacit di imparare dalla vita (Cfr
C.119). 3.3 Condividiamo un itinerario di formazione[II.52] L'impegno nella formazione condivisa si deve fare cammino aperto a tutti, adatto al
passo di ogni persona e rispettoso delle ricchezze di ogni vocazione. Bisogna anche
determinare progressivamente itinerari particolari, programmati insieme. Questi itinerari
si presentano come determinazioni pi dettagliate di esperienze, contenuti e
traguardi, a seconda delle situazioni particolari (cfr CG 23, 109-110). Consideriamo importante coltivare in questi itinerari alcuni atteggiamenti: * una attenta presa di coscienza dei nostri comportamenti relazionali e comunicativi * la pazienza dell'ascolto e la disponibilità a "fare spazio" all'altro * la scelta di dare fiducia e speranza * la disponibilità ad entrare nella logica dello "scambio dei doni" * la prontezza a fare il primo passo e ad accogliere sempre con bontà * l'assunzione della quotidiana disciplina che valorizza l'essere insieme * la prontezza alla riconciliazione. In questo camminare insieme promoviamo anche delle metodologie che ci aiutano a crescere nella spiritualità e nella prassi salesiana: * la conoscenza e messa in pratica del SP in tutte le sue componenti, * l'esperienza della vita quotidiana come spazio concreto e semplice dell' incontro con Dio, (cfr CG 23, 162) e della comunicazione di tutto quello che Lui fa in noi e tra di noi, * la Parola di Dio messa al centro della propria esistenza. Alla sua luce questa viene riletta, e si impara a condividerla e a celebrarla con altri credenti (cfr CG 23, 146), * l'assimilazione dei valori salesiani attraverso il metodo della esperienza con i suoi diversi momenti: vivere, riflettere, comunicare e celebrare (cfr Ratio SDB e Il Coadiutore Salesiano 228). 3.4. Santità condivisa[II.53] Il 22 aprile 1996 si è chiuso a Torino, con grande gioia di tutti, il primo passo nel cammino di riconoscimento della santità di Mamma Margherita. Questo fatto ci fa pensare alla santità vissuta a Valdocco sotto un profilo particolare. Alcuni di quelli che hanno condiviso la vita della prima comunit salesiana, sono stati riconosciuti dalla Chiesa come testimoni di santit. Ciò attesta che a Valdocco si respirava un clima di santità. In quell'ambiente la santit era costruita insieme, condivisa, reciprocamente comunicata, tanto che non si pu spiegare la santit degli uni senza quella degli altri. Il traguardo di una formazione realizzata insieme che don Bosco, la Chiesa e
soprattutto i giovani d'oggi aspettano da noi salesiani e laici, è il dono della nostra
santità: santità personale, ma anche della CEP e della FS: una santità condivisa (Cfr
C. 25). [II.54] Memoria Con gioia abbiamo fatto memoria della ricca tradizione, dalle origini ad oggi, dono
dello Spirito per la nostra missione. Memoria: per celebrare le meraviglie del Signore per conservare con Maria nella mente e nel cuore per ridire il "da mihi animas" nei cammini del tempo con condividere con i laici il cuore oratoriano per irradiare il carisma oltre ogni frontiera per sostenere ovunque la speranza dei giovani per ritornare a Valdocco e di lì ripartire. |