CAPITOLO TERZO: SPIRITO E MISSIONE DA VIVERE INSIEME

1. Alla radice della nostra unità

[II.34]

Il CG24 ha celebrato con uno speciale rendimento di grazie il 150º anniversario degli inizi di Valdocco (12 aprile 1846). Nel farne memoria abbiamo incontrato non solo il cuore pastorale di Don Bosco ma anche la sua capacità di coinvolgimento: grazie all'apporto di ecclesiastici e di laici chiesa, camere e cortili diventano realtˆ.

La memoria di questo evento ci invita a rinnovare il cuore oratoriano e ci spinge ad una comunione più' profonda con tutti quelli che, in modo strutturato o personale, vogliono portare avanti il carisma di Don Bosco. Insieme ci mettiamo umilmente e con vigilante attenzione al servizio dell'umanitˆ, impegnandoci, con rinnovato entusiasmo a dare autenticitˆ alla nostra vocazione, perchŽ la missione salesiana possa dare con maggior pienezza il suo contributo alla Chiesa e al mondo.

[II.35] Lo spirito che ci è donato

A questo scopo, siamo chiamati a condividere nella FS, con tutti i laici, non solo il compimento materiale del lavoro quotidiano ma, soprattutto, lo spirito salesiano, affinché possiamo diventare veramente corresponsabili della missione salesiana, nelle nostre opere ed al di la' delle loro frontiere. Questo spirito, come giˆ presentato dal CGS (n.85 e ss.), e' un complesso di aspetti e di valori del mondo umano e del mistero cristiano che diventano il nostro proprio stile di pensiero e di sentimento, di vita e di azione, centrato sulla carità pastorale. Don Bosco attira simpatia e suscita partecipazione di laici impegnati. Egli ci invita a fare con loro un itinerario spirituale, che, a partire dallo spirito salesiano, condiviso a diversi livelli, possa arrivare a scelte di fede e a una spiritualitˆ vissuta e comunicata.

La comunicazione di tale spirito è compito anzitutto dei consacrati: "In qualunque attività o ministero siano impegnate, le persone consacrate ricorderanno, pertanto, di dover essere innanzitutto guide esperte di vita spirituale, e coltiveranno in questa prospettiva "il talento piu' prezioso: lo spirito" (VC 55).

Noi siamo consapevoli che vivere tale spirito è una vera e propria scuola di santità. Se ne coglie subito la ricchezza riconsiderando alcune caratteristiche principali