2. Le modalità operative della comunione e della condivisione: CEP
e PEPS
2.1. Il cammino fatto
[I.39] Modello operativo comune Il modello operativo, condiviso un po' dappertutto, riconosciuto valido e come l'unico praticabile nelle condizioni attuali, è il seguente: "i salesiani come nucleo animatore, il coinvolgimento e la corresponsabilità dei laici, l'elaborazione di un progetto possibile, adeguato ai destinatari, alle forze e al contesto". Il ruolo effettivo dei salesiani in tale modello è però differenziato. In non poche opere essi riescono a costituire il nucleo suddetto; in altre ormai vanno diventando una presenza di accompagnamento e di garanzia; e in altre un appoggio e un orientamento a distanza" (Cfr Relaz. Vecchi, n. 250). La missione, quindi, non è realizzata solo dalla comunità salesiana; essa è partecipata da un vasto movimento di persone. "Realizziamo nelle nostre opere la comunità educativa e pastorale. Essa coinvolge, in clima di famiglia, giovani e adulti, genitori ed educatori, fino a poter diventare un'esperienza di Chiesa, rivelatrice del disegno di Dio" (Cost. 47). [I.40] Comunità salesiana nucleo animatore della CEP Nella CEP si manifestano in modo particolarmente intenso e visibile la comunione e la condivisione nello spirito e nella missione di don Bosco tra salesiani e laici. I Capitoli ispettoriali hanno riaffermato il compito della comunità
salesiana di essere nucleo animatore della CEP (cfr. Cost. 47 e Reg. 5)
ed hanno constatato positivamente la crescita della coscienza comunitaria
a questo riguardo.
I cambiamenti attuali hanno però fatto emergere alcune novità e problemi aperti:
Nelle mutate situazioni è necessario trovare soluzioni ai problemi aperti;
in particolare la comunità salesiana deve approfondire e verificare a quali
condizioni e con quali modalità possa operare come nucleo animatore della
CEP (cfr. ACG 350 p. 23 ). [V,6]
[I.41] Cammino della CEP La realizzazione, anche semplicemente iniziale, della CEP, ha portato risultati positivi: il lavoro dei salesiani SDB è stato maggiormente condiviso; le funzioni e i compiti propriamente laicali hanno acquistato maggiore chiarezza; e gli stessi giovani hanno sentito il beneficio di un arricchimento di presenza educativa. E' migliorata anche l'articolazione dei diversi organismi e consigli che permettono una più attiva partecipazione ed integrazione dei laici. La loro corresponsabilità e partecipazione cresce soprattutto nei centri giovanili, associazioni, gruppi di interesse vario. Questo è dovuto alla crescita del senso di appartenenza alla CEP e di condivisione dell'impegno educativo tra le varie componenti. In alcuni contesti la presenza di persone di altre fedi religiose non sembra creare gravi ostacoli al processo educativo. Può, anzi, talvolta arricchire la CEP. [I.42] PEPS: mediazione della missione A partire dal CG21 il PEPS è riconosciuto necessario per la realizzazione della missione salesiana. I progetti educativi pastorali sono sempre meglio compresi, sotto tutte le latitudini e in tutte le culture, come la realizzazione storica della stessa missione. E' importante anche sottolineare che i laici hanno espresso il desiderio di un maggior coinvolgimento nella realizzazione del PEPS. L'elaborazione, l'esecuzione e la verifica del PEPS è una opportunità per crescere nella mentalità di vivere e lavorare insieme. Le comunità educative e pastorali che hanno elaborato il PEPS, attualmente
lo vivono come criterio e guida dell'azione condivisa, come verifica della
loro azione, come strumento operativo di animazione e come uno spazio privilegiato
per la formazione permanente di salesiani SDB e laici.
[I.43] Formarsi operando L'attuazione del nuovo modello operativo ha evidenziato l'esigenza di aggiornamento e di migliore competenza. Ma si è anche verificato che il primo e miglior modo di formarsi e formare alla condivisione e alla corresponsabilità è il corretto funzionamento della CEP. Nelle condizioni di realizzazione ottimale è emersa anche la originalità e fecondità della formazione reciproca. In alcune comunità si è andati anche più in là: sono stati attivati
incontri specifici con finalità esclusivamente formativa e si sono avviate
anche esperienze di coinvolgimento in iniziative a carattere religioso
(ritiri, celebrazioni, preghiera) di tutti i membri della comunit educativa.
2.2. Difficoltà di realizzazione
[I.44] Non facile avvio Nell'avvio della CEP si sono verificate alcune resistenze, sia da parte dei salesiani SDB che da parte dei laici, dovute, a volte, alla stessa legislazione civile e alla difficolt di una chiara comprensione del rapporto tra la comunit religiosa salesiana e la comunità educativa. Bisogna però sottolineare che i rapporti tra comunità religiosa e CEP risentono anche dei mutamenti interni alla stessa comunità religiosa: la diminuzione numerica dei salesiani, l'aumentato fronte di intervento, ritmi di vita, età, salute. Le esperienze attuali, pertanto, sono alquanto diversificate: positive
e di avanguardia o di ritardo e di reticenze.
[I.45]Disagio dei consacrati Il salesiano SDB può sentirsi sovente sdoppiato: consacrato quando vive la vita comunitaria, laico nel lavoro professionale, senza differenze con i laici. Esiste anche una specie di tentazione in alcuni salesiani SDB: pensano che il bene che fanno come consacrati in una comunità che "limita", lo potrebbero fare con più efficacia fuori, in qualità di laici impegnati. L'immagine che i Salesiani SDB talora trasmettono è quella di chi gestisce
una azienda: essi sono visti soltanto come imprenditori, amministratori,
preoccupati dell'efficienza... Conseguenza forse della secolarizzazione
degli stessi salesiani SDB, assorbiti nel lavoro insieme ai laici con relativo
annullamento, parziale o totale, delle differenze.
[I.46] Comunicazione e coinvolgimento La situazione attuale delle CEP evidenzia l'insufficienza della comunicazione, del coinvolgimento e della piena corresponsabilit. L'apertura vicendevole tra salesiani SDB e laici, a volte, si riduce a comunicazione interpersonale, che non trova però il sostegno di una comunicazione istituzionalizzata, all'interno della CEP. Questa situazione fa diminuire la corresponsabilità nella progettazione, e l'assunzione in proprio, da parte di tutti, salesiani SDB e laici, delle conseguenze dei programmi concreti. Non si è ancora riusciti a coinvolgere tutti i membri della CEP, a valorizzare
bene le capacità e competenze dei laici e a renderli corresponsabili dell'esperienza
educativa e della formazione cristiana.
[I.47] Modi di pensare I salesiani SDB incontrano, a volte, difficoltà a pensare, in chiave di comunità educativa e conservano, in alcuni contesti, atteggiamenti di clericalismo che li porta a non affidare ai laici compiti decisionali e di coordinamento. Anche i cooperatori, e altri laici nelle nostre opere che appartengono
ai gruppi della FS, non hanno ancora trovato nella CEP una integrazione
adeguata alla loro vocazione salesiana.
[I.48] Identità specifiche La maturazione postconciliare della vocazione laicale, in ordine all'educazione, interroga l'identità del consacrato nella sua specificità, in questo campo, perché sembra che il laico possa fare tutto, o quasi, quello che faceva e che fa il consacrato, rimanendo laico. Se da una parte, nella scoperta attuale della vocazione laicale può
manifestarsi una reazione alla presunta superiorità dei consacrati, come
più competenti e responsabili nell'impegno educativo e unici portatori
del carisma, d'altra parte l'insistenza sulla vocazione e sull'identit
del laico, deve mettere in evidenza anche l'identit del consacrato come
forza dinamica e specifica per l'educazione e l'animazione della CEP.
[I.49] Mancanza del PEPS Il PEPS non è ancora presente in tutte le opere salesiane. L'assenza del PEPS è ostacolo per il cammino d'insieme fra salesiani SDB e laici. A volte, risulta elaborato soltanto da qualche persona della comunità. Corre quindi il rischio di rimanere un documento teorico, poco conosciuto dai laici e da tutti i componenti della CEP. Di conseguenza non diventa il punto di convergenza e di confronto per la collaborazione quotidiana. Ci sono comunità salesiane, poi, che trovano difficoltà ad assumere
pienamente il compito di essere centro di comunione e di partecipazione.
In questi casi il PEPS non è portato avanti in maniera sistematica e la
pastorale è considerata solo un compito dei salesiani SDB o degli animatori
pastorali e non un compito dell'intera comunità educativa.
|