B) - CONTESTO : IL MONDO E LA CHIESA

[I.6] Incarnazione del carisma

Il carisma salesiano, suscitato nella Chiesa per il mondo, deve incarnarsi nelle diverse situazioni culturali per esprimere le sue potenzialità di servizio ai giovani e ai ceti popolari. Nell'incontro con le varie culture può esprimere vitalità e acquistare caratteristiche nuove e arricchenti.

1. NEL MONDO DI OGGI

[I.7] Nuovo scenario

Gli anni 90 presentano un nuovo scenario economico, politico, sociale e culturale, dopo gli avvenimenti che hanno segnato la fine del conflitto Est Ovest.

Alcune di queste tendenze influiscono in modo particolare sulla nostra vita e azione.

[I.8] Primato dell'economico

Il sistema economico-politico perseguito dall'ideologia neoliberale, aggrava l'impoverimento, l'ingiustizia e gli squilibri sociali nella maggior parte del mondo, così che grandi gruppi economici transnazionali realizzano enormi guadagni e causano la progressiva esclusione delle aree più povere della terra, con conseguente incremento di nuove forme di miseria.

La priorità assoluta data al fattore economico nel mondo attuale provoca gravi conseguenze: l'eliminazione delle frontiere economiche, la difficoltà di difendere le conquiste sociali dei lavoratori e lo spazio d'azione delle piccole unità produttive, la disoccupazione, la caduta delle retribuzioni, la necessità di emigrare, la limitazione di espressione e di possibilità di azioni alle minoranze etniche, ai gruppi che vivono vari tipi di emarginazione.

La progressiva esclusione economica e sociale provoca pure forme di "impoverimento antropologico", manifestate da un diffuso sentimento di inferiorità che colpisce ceti sociali e intere popolazioni, oppresse culturalmente dall'ideologia dominante ["culturicidio"].

La presentazione massiva e martellante di diversi modelli, crea modificazioni nei processi mentali e nei criteri di valutazione, aggrava la difficoltà di costruire una identità umana e cristiana solida, amplifica l'incertezza del futuro. Allo stesso tempo le nuove possibilità di informazione, intercomunicazione e azione determinano una diversa configurazione delle società e delle convivenze.

La globalizzazione economica e i nuovi raggruppamenti di paesi in blocchi avranno conseguenze socioculturali, dal profilo ancora incerto e dall'esito oscuro.

[I.9] Ambivalenza della comunicazione

L'emergenza di una cultura planetaria di natura massificante e di carattere estremamente pluralista condiziona la percezione che si ha del mondo e della chiesa e prima ancora il senso stesso della vita.

La sfida della comunicazione interpersonale è resa più difficile dall'indebolimento dei valori culturali, e dal proliferare dei linguaggi e le crescenti forme di incomunicabilità.

La comunicazione passa attraverso canali nuovi: linguaggi multimediali, mezzi di comunicazione sociale, accesso all'informazione, cibernetica... Ciò provoca modificazioni di mentalità e di apprendimento per un adeguato utilizzo. Necessitano nuove competenze.

Il potere del sapere, la cibernetica, i codici della modernità e postmodernità, l'imparare a lavorare in gruppo, l'accesso all'informazione, l'uso critico dei mezzi di comunicazione sociale, sono alcuni dei fattori che richiedono, ai salesiani e ai laici, una migliore competenza e un continuo aggiornamento.

[I.10] Famiglia e educazione

La famiglia e le tradizionali agenzie di educazione sembrano perdere il monopolio di un tempo in riferimento alla maturazione della persona.

La famiglia, tuttavia, tende ad essere riconosciuta nella sua importanza fondamentale nel campo dell'educazione.

Nella nuova situazione culturale appare un'interpretazione soggettivistica della sessualità; si manifestano nuove forme di organizzazione familiare come nuclei affettivi, relativizzando il modello tradizionale del matrimonio e della famiglia.

Questo rende incerti e problematici i processi educativi, l'integrazione tra le agenzie educative e la stessa capacità educativa degli adulti.

In questa situazione della famiglia risuona provocante l'interrogativo di Don Viganò: "Domandiamoci: può un educatore oggi formare la persona dei suoi giovani senza approfondire, chiarire e far rivivere i valori della famiglia?" (Lettere circolari di Don E. Viganò, vol 3º, 1476)

[I.11] Disagio giovanile

Il disagio tende ad approfondirsi per effetto delle carenze educative delle istituzioni (specialmente della famiglia, della scuola, della Chiesa, ecc.) e della loro difficoltà a comunicare con i linguaggi dei giovani e di riempire la superficialità e il vuoto di valori.

In alcuni contesti il disagio giovanile è causato dalle nuove e antiche forme di povertà, dalla mancanza di prospettive di vita, di opportunità sociali, da forme di razzismo sia etnico, che culturale e religioso.

Vediamo in tutto questo un segno dei tempi e dunque un appello di Dio a rinnovare la nostra missione educativa.

[I.12] Donna

In tutti gli ambiti della vita sociale, la donna sta acquistando una presenza rilevante che favorisce il riconoscimento dei suoi diritti. Nella Chiesa, la donna si sente chiamata ad assumere una posizione partecipativa e corresponsabile.

In tutti i campi si fa attenzione allo specifico femminile, per l'apporto che può dare ad una migliore qualità della vita e un arricchimento di valori a tutti i livelli.

[I.13] Volto molteplice fenomeno religioso

Constatiamo il permanere di un processo di secolarizzazione che investe non solo la religiosità ma anche aspetti fondamentali della vita: famiglia, educazione, coscienza morale, costume, espressioni culturali. Sembra quasi che il divino si stia eclissando. E tuttavia assistiamo ad una nuova sensibilità per i valori spirituali e alla ricerca di nuove forme di rapporto con il Trascendente, specie tra i giovani.

Tra le manifestazioni della cultura emerge la sensibilità allo spirituale e la ricerca di nuove forme di rapporti con il trascendente; ciò soprattutto tra i giovani.

Il fenomeno religioso assume un volto molteplice, talora incerto e spesso ambiguo.

Emerge anche una diffusa indifferenza religiosa, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti istituzionali, con tendenza alla privatizzazione.

Quest'ansia dello spirituale porta molte persone, specialmente giovani, verso movimenti e sette propongono esperienze intense ma problematiche, perché carenti di una visione integrale della persona e di un contenuto oggettivo di verità e di fede.

Parallelamente troviamo manifestazioni di sincretismo religioso, di superstizioni e altre espressioni di taglio esoterico, reincarnazionista. Particolare presa sembra avere oggi il movimento denominato New Age.

Accanto a tutto questo c'è da rilevare una domanda di interiorità e una sete di spiritualità, l'incremento dell'attenzione e del dialogo ecumenico, il concorso a incontri di preghiera tra le grandi religioni per la giustizia e la pace del mondo.

[I.14] Segni di speranza

Il nuovo scenario economico, socio-politico e culturale, fa intravedere, tuttavia, a livello planetario, linee di tendenza di sostanziale valenza positiva, anche se devono essere riscattate dalla ambiguità storica, con cui si presentano.

Constatiamo, di fatto, l'emergenza di nuove sensibilità trasversali, che concentrano l'attenzione e mobilitano le energie della comunità mondiale.

La vasta agenda di mega-eventi, con cui le Nazioni Unite sigillano la chiusura del XX secolo, ne sono la prova e il segno.1

Sono avvenimenti sovranazionali, che indicano, come cammino di futuro, alcuni presupposti per una nuova presa di posizione etica, sociale e politica. Essi costituiscono una concreta prospettiva di "risposta sociale globalizzante", che riscatta il rispetto personale, la partecipazione comunitaria, la giustizia sociale, davanti allo scenario ambiguo e incerto del momento storico attuale.

Si presentano, pertanto, come punti di riferimento obbligato, che danno consistenza e legittimazione ai cosiddetti nuovi soggetti sociali e politici: il bambino, il giovane, la donna, l'individuo, la famiglia, le organizzazioni non governative, le minoranze sociali e etniche, gli esclusi, ecc.

Questa nuova sensibilità si fa carico pure dei problemi più angustianti dell'umanità: il riconoscimento della dignità della persona umana, l'educazione, la politica demografica, l'ecologia, lo sviluppo, la disoccupazione e l'esclusione sociale, la convivenza pacifica in società plurietniche e plurireligiose, la pace.

E' dentro questo quadro di riferimento, conflittuale e ambivalente, che la Chiesa come la Congregazione cercano di individuare i loro grandi obiettivi e di tracciare le loro strategie operative, per essere proposta di solidarietà e fonte di speranza.

2. NELLA CHIESA

[I.15] Nuovo cammino della Chiesa

In questo contesto mondiale, la Chiesa, alle soglie del 3º Millennio, sta vivendo sempre più consapevolmente il nuovo respiro ecclesiologico, nato dal Vaticano II, riprogettando la sua presenza nel mondo contemporaneo, con un intenso sforzo di inculturazione e di coinvolgimento attivo di tutte le sue componenti.

Punto di partenza è l'autocomprensione che la Chiesa ha di se stessa, come Popolo di Dio, chiamato ad essere fermento nella storia.

All'interno di tale Popolo va sempre più evidenziandosi, come segno dei tempi, il protagonismo dei Laici.

E' soprattutto nell'Esortazione Christifideles Laici si afferma autorevolmente l'identità secolare del Laico, soggetto di evangelizzazione a pieno titolo in seno al Popolo di Dio.

Riflessione e prassi pastorale stanno riconsiderando la figura dei ministri ordinati per ricuperare quella genuina del pastore: egli è colui che si pone a servizio di tutte le vocazioni perché si trasformino in ministeri; edifica così la comunione ecclesiale, mentre educa tutti a condividere la missione per la salvezza del mondo.

La stessa esortazione apostolica Pastores dabo Vobis ha dato un nuovo impulso al ministero ordinato, posto a servizio di una Chiesa tutta ministeriale.

Anche i Consacrati, nel cammino postconciliare, la cui ultima tappa è rappresentata dalla recente Esortazione apostolica "Vita Consecrata", sono giunti a chiarire la loro identità nella Chiesa e a maturare la convinzione che il loro carisma può essere condiviso con i Laici. Per questo vengono "invitati a partecipare in modo più intenso alla spiritualità e alla missione dell'Istituto medesimo" (VC, 54), dando inizio a "un nuovo capitolo, ricco di speranze, nella storia delle relazioni tra le persone consacrate e il laicato" (Ib.).

La stessa Esortazione riconosce che la "comunione e la collaborazione con i laici" è "uno dei frutti della dottrina della Chiesa come comunione" (Ib.).

[I.16] Nuove scelte della Chiesa

Il progressivo impoverimento in atto nel mondo, il diffondersi della cultura postmoderna e il riconoscimento delle culture emergenti, rapportati con il messaggio di Gesù e con la riflessione del Concilio Vaticano II, hanno indotto la Chiesa a fare una scelta pastorale di qualità: la Nuova Evangelizzazione. Essa è caratterizzata dall'annuncio di Gesù Cristo, dalla promozione umana e dall'inculturazione del Vangelo, nella prospettiva dell'opzione in favore dei poveri e dei giovani. Ciò obbliga la Chiesa stessa a un cammino di conversione perché povertà e libertà diventino segni che rendano credibile il vangelo delle beatitudini.

Nello spirito della Nuova Evangelizzazione - che esige nuovo ardore, nuovi metodi e nuove espressioni - la Chiesa ha sperimentato in questi ultimi decenni un forte impegno sociale, grazie all'appello profetico di tanti cristiani, del Magistero e delle Assemblee Episcopali nei vari Continenti.2

Sta prendendo piede sempre più chiaramente il nuovo stile di essere Chiesa: muove i suoi passi verso l'uomo; ne condivide le gioie e le speranza (Gs, 1), si fa rispettosa delle culture, prende a cuore il futuro dell'umanità: la giustizia e la pace, la famiglia, la vita e i valori etici, l'ecumenismo e il dialogo interreligioso, la politica e l'economia, i giovani e l'educazione.3

La Nuova Evangelizzazione si presenta perciò come progetto globale di rinnovato impegno missionario, come risposta concreta all'appello dell'Enciclica Redemptoris Missio.

[I.17] Cammino della Congregazione salesiana

La Congregazione sente come proprie le gioie e le preoccupazioni della Chiesa, della quale vuol essere un segno efficace, mentre serve il mondo, al quale é stata inviata.

Sono oggi motivo di gioia per la Congregazione:

* la sua espansione missionaria in Africa, nell'Est europeo, in Asia;

* la partecipazione e la condivisione del carisma di Don Bosco e della sua missione da parte di innumerevoli laici, dentro e fuori delle opere salesiane;

* la presenza del volontariato laico in molti settori del Movimento Salesiano:

* l'aspirazione, in molti SDB, a una spiritualità più profonda, a una crescita di qualità nella pastorale giovanile e a una maggiore integrazione nella pastorale delle Chiese locali.

La Congregazione risente pure degli effetti della secolarizzazione e di altri aspetti ambigui del mondo contemporaneo:

* la diminuzione, a volte drastica, delle vocazioni, specialmente di coadiutori, in molti Paesi tradizionalmente cristiani;

* la superficialità spirituale, nella misura in cui si accettano forme di imborghesimento, provoca raffreddamento dello slancio pastorale e l'incapacità di penetrazione nel mondo giovanile;

* la presenza di sintomi dell'individualismo, che si manifesta nei progetti personali senza alcun riferimento al progetto comunitario;

* la scarsa valorizzazione delle energie educative e apostoliche del laicato, specialmente della donna, dovuta sia alla poca conoscenza della teologia del laicato sia a una certa difficoltà di comprensione del genio femminile.

La Congregazione, negli ultimi Capitoli Generali,4 soprattutto a partire dal CG20, ha assunto una sempre maggiore coscienza di se stessa e della sua missione nella Chiesa e nel mondo.

Allo stesso tempo, nell'ambito della sua missione fra i giovani e i ceti popolari, si è impegnata a coinvolgere, in un vasto movimento, persone - particolarmente laici - attratte dal carisma e dalla spiritualità di Don Bosco.

[I.18] CG 24

Il CG24, se da un lato costituisce una tappa significativa nel cammino di rinnovamento, dall'altro vuol essere un punto di partenza: con volto nuovo, la Congregazione salesiana intende avanzare verso il 3º Millennio, coinvolgendo nello spirito e nella missione il maggior numero possibile di uomini e donne, che vogliano con essa lavorare per il Regno, educando e evangelizzando.

Questo contesto rappresenta l'orizzonte, nel quale collochiamo la riflessione capitolare: "Salesiani e Laici: comunione e condivisione nello spirito e nella missione di Don Bosco".


1 -Nel 1989, L'Assemblea Generale dell'ONU ha approvato la Convenzione Internazionale dei Diritti del Bambino e dell'Adolescente (persona da 0 a 18 anni), consolidando la dottrina della protezione integrale della popolazione infantile e giovanile.

- Nel l990, in Tailandia, il PNUD, la Banca Mondiale, l'UNESCO e l'UNICEF hanno realizzato la Conferenza Mondiale su "Educazione per tutti", che ha prodotto il "Piano Mondiale di Azioni per soddisfare le necessità fondamentali per l'apprendimento".

- Nel 1992, a Rio de Janeiro, la Conferenza Mondiale sull'Ambiente ha introdotto nell'agenda dell'umanità il concetto di sviluppo armonizzato con le esigenze ambientali, che avrà crescente influenza nella relazione tra l'uomo e l'ambiente.

- Nel 1993, a Vienna, il Congresso Mondiale sui Diritti Umani ha posto la libertà, il rispetto e la dignità della persona umana, come criterio fondamentale per verificare qualsiasi misura in campo economico, sociale e politico.

- Nel 1994, l'Anno internazionale della Famiglia ha prodotto importanti indicazioni nel campo dei diritti economici, sociali e culturali della Famiglia.

- Al Cairo, la Conferenza Mondiale su Popolazione e Sviluppo, in coerenza col discorso di Vienna, ha riaffermato l'integrità della persona umana davanti allo Stato, in materia di politica demografica.

- Nel 1995, a Copenaghen, la Conferenza di vertice sullo Sviluppo Sociale ha discusso questioni relative alla disoccupazione e all'esclusione sociale, prospettando per la prima volta misure sociali di natura globale.

- A Pechino, la IV Conferenza Mondiale sulla Donna ha proposto di continuare ad approfondire questioni di questo genere, con speciale riferimento alla valorizzazione del lavoro della donna.

- Nel 1996, a Istanbul, è prevista la Conferenza Habitat II, che prende in considerazione gli insediamenti umani, questione fondamentale per la concretizzazione dei diritti sociali e il miglioramento della qualità della vita nel pianeta, nel prossimo secolo.

2 La preoccupazione per una Nuova Evangelizzazione è diffusa e diversificata. Oltre ai citati documenti pontifici, in questi ultimi anni si è espressa anche in autorevoli assise di livello continentale. Quella dei Vescovi dell'Europa : "Siamo testimoni di Cristo che ci ha liberati" (1992). La quarta Conferenza Generale dell'Episcopato Latino-americano di Santo Domingo sul tema "Nuova Evangelizzazione, Promozione Umana, Cultura Cristiana - Gesù Cristo ieri, oggi e sempre" (ottobre 1992). L'Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi per l'Africa (La Chiesa in Africa e la sua missione evangelizzatrice verso l'anno 2000 "Sarete miei testimoni") nell'aprile del 1994.

Sono in preparazione anche l'Assemblea del Sinodo dei Vescovi per l'Asia e quella per le Americhe.

3 Ricordiamo gli incontri del Papa con i giovani a livello mondiale: Roma 1985, Bueno Aires 1987, S. Giacomo di Compostella 1989, Czestochowa 1991, Denver 1993, Manila 1995.

Anche le Convocazioni dei "Confronto Giovani" sono state espressione della proposta educativa ai gruppi e hanno dato incremento e consapevolezza al MGS.

4 L'orizzonte della missione salesiana ha caratterizzato la riflessione del dopo-concilio nella Congregazione.

Il Capitolo Generale Speciale (1972): la Congregazione ripensa il carisma e la missione salesiana, alla luce dell'insegnamento del Concilio Vaticano II.

Il Capitolo Generale 21 (1978): la riflessione sull'evangelizzazione, inspirata dalla "Evangelii Nuntiandi", indicò nella comunità salesiana evangelizzata, raggiunta e rinnovata dal Vangelo, la comunità evangelizzatrice ed animatrice di altre forze apostoliche, convocate per un'autentica condivisione della missione salesiana.

Il Capitolo Generale 22 (1984): a conclusione di una riflessione durata circa 15 anni, il Capitolo 22 ha donato alla Congregazione il testo definitivo delle costituzioni rinnovate.

Il Capitolo Generale 23 (1990): le sfide lanciate dalla situazione dei giovani nei differenti contesti culturali, sociali e religiosi del mondo, specialmente in ordine alla fede, hanno orientato il Capitolo generale 23 nell'elaborazione dell'itinerario di educazione alla fede dei giovani.